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2 nov 2013

"L'illusione dello speleologo" è reale: uno su due riesce a vedere al buio


ALZARSI di notte per bere un bicchiere d'acqua o andare al bagno per molti di noi è un problema. Per altri, no. Riconoscere il proprio corpo, la propria mano, in mezzo all'oscurità, per tanti è un'impresa quasi impossibile, a meno di non raggiungere l'interruttore della luce. Per altri, quel pulsante potrebbe anche non esserci.

L'umanità, secondo uno studio americanodell'università di Rochester e della Vanderbilt University, pubblicato sulla rivistaPsychological Science, è divisa in due: da una parte i "comuni mortali", dall'altra coloro che sono in grado di vedere i propri movimenti al buio più completo. Come i gatti. O come gli speleologi, che più volte, infatti, hanno dichiarato di vedere perfettamente le proprie mani anche a 300 metri sotto terra, nei meandri delle grotte più profonde.

Gli avventurosi esploratori delle caverne non sono dunque né dei millantatori né dei superuomini dotati di capacità ultraterrene. Semplicemente, nel mondo, una persona su due è capace di vedere al buio. Quindi, se di notte non vi crea problemi il fatto di dover raggiungere la porta del bagno a luci spente, è probabile che siate così fortunati da rientrare nella categoria degli "ipervedenti". 


"L'illusione dello speleologo" è reale: uno su due riesce a vedere al buio

"Vedere nel buio più totale, secondo le nostre conoscenze del funzionamento della vista, non dovrebbe essere possibile - spiega uno degli autori, Duje Tadin, dell'università di Rochester - ma la ricerca dimostra che i nostri movimenti trasmettono segnali sensoriali al cervello in grado di generare reali percezioni visive, anche in completa assenza di impulsi ottici". Tutto dipende, quindi, ancora una volta, dalle straordinarie e ancora in gran parte inesplorate capacità del nostro cervello, chequando vede la mano in movimento impara a prevedere l'azione anche in assenza di luce.

Per giungere a questo importante conclusione i ricercatori hanno dimostrato oggettivamente una percezione che in realtà è soggettiva, e lo hanno fatto grazie a cinque esperimenti che hanno coinvolto 129 persone. "Si tratta di uno dei tanti fenomeni in cui è possibile ingannare il cervello. La percezione che abbiamo del mondo esterno - spiega Stefano Cappa, primario di neurologia dell'IRCCS Ospedale San Raffaele Turro – Milano e docente di neuropsicologia clinica presso l' università Vita-Salute San Raffaele - non è passiva. Quando noi muoviamo un arto, i muscoli ci mandano continuamente dei segnali che indicano la nostra posizione nello spazio. Un'aspettativa è dunque in grado di generare una vera e propria percezione visiva. Si tratta di un'illusione così detta 'cross mobile' ".

L'informazione che arriva dai muscoli e dalle articolazioni in una parte dei soggetti è in grado di generare, cioè, una illusione visiva. "Lo specifico paradigma - continua Cappa - riscontrato in questo esperimento non era mai stato analizzato, anche se fa parte di una famiglia di fenomeni illusori che conosciamo. Non sappiamo come mai alcune persone hanno questa capacità e altre no, dipende dalla conformazione del cervello. I soggetti sinestetici, generalmente, hanno questa abilità".


"L'illusione dello speleologo" è reale: uno su due riesce a vedere al buio

Lo studio è stato svolto creando nei volontari false aspettative: in un primo test ai soggetti è stata messa sugli occhi una benda con fori finti; in un secondo, una benda con fori apparenti. In realtà, entrambe oscuravano la vista nel medesimo modo. In un terzo esperimento, gli autori hanno poi agitato la mano davanti ai volontari bendati e in un quarto un tracciatore di occhi computerizzato ha confermato se le percezioni dei movimenti erano reali. Dai risultati è emerso che circa la metà dei partecipanti avevano rilevato il movimento della propria mano e che pochissime persone avevano visto quella dei ricercatori. Segno che l'esperienza visiva riguarda, purtroppo, solo i propri movimenti.

"Questo interessante studio - spiega Vincenzo Di Lazzaro, primario dell'unità operativa di neurologia dell'Università Campus Bio-Medico di Roma - non dimostra la reale capacità di vedere al buio, ma piuttosto la straordinaria abilità del nostro cervello di utilizzare al massimo le informazioni che provengono da tutti i sensi e fonderle insieme per costruire una percezione di noi stessi e del mondo esterno che sia la più completa possibile".

Nel nostro cervello esistono, infatti, delle aree che si occupano di integrare le sensazioni visive, propriocettive (cioè quelle che provengono dalle articolazioni e dai muscoli e ci danno il senso di posizione di braccia e gambe), uditive, olfattive e gustative. Normalmente, quando muoviamo la nostra mano abbiamo due tipi di percezione: quella propriocettiva e quella visiva che deriva dall'osservazione della mano in movimento. "Il nostro cervello - continua Di Lazzaro - crea una fortissima associazione tra le due diverse percezioni fondendole in una unica sensazione, definita sinestesia, senza confini netti tra propriocezione e visione. Quando una delle due percezioni viene a mancare, come accade al buio, gli stimoli propriocettivi possono evocare una sensazione più complessa andando ad attivare non soltanto l'area cerebrale che riceve le informazioni sensitive ma anche quelle aree che associano queste ultime a sensazioni più complesse in modo da sopperire alla incompletezza delle informazioni provenienti dall'esterno. Questo fenomeno può generare l'illusione di vedere al buio".

Le abilità sinestesiche sono particolarmente sviluppate in alcuni individui che, ad esempio, non riescono a far a meno di associare ad ogni lettera un colore, per cui una scritta in bianco e nero viene percepita a colori, con un colore diverso per ogni lettera. Anche l'esercizio può avere una influenza, come accade ad esempio per gli speleologi che passando molto tempo al buio, in mancanza di stimoli visivi veri e propri, hanno l'illusione di vedere i movimenti delle loro mani. La loro area visiva, infatti, poco stimolata al buio, diventa molto responsiva ad informazioni sensoriali trasmesse da altri sensi.

"Infine - conclude Di Lazzaro - questo accade anche in condizioni patologiche. Ad esempio, nelle persone non vedenti i caratteri della scrittura Braille non vengono interpretati solo dall'area cerebrale che riceve le informazioni tattili ma anche da quella che normalmente svolge la funzione visiva. Tutto questo accade perché il cervello ha una grande capacità di adattamento a nuove situazioni". Come, ad esempio, il muoversi al buio.

Fonte: repubblica.it
 
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21 ott 2013

Lombardia, Regione più inquinata d'Europa

LOMBARDIA, LA REGIONE PIÙ INQUINATA D'EUROPA


Abitare in Lombardia ed in particolar modo a Milano, secondo gli spaventosi dati del rapporto "Riqualificazione energetica a Milano: istruzioni per l'uso" raccolti da Finlombarda ed analizzati da Rete Irene, il network di imprese lombarde specializzate nella riqualificazione energetica, rappresenterebbe un vero e proprio rischio per la salute. In questa regione infatti  solamente un edificio su 100 appartiene alla classe energetica A o A+, mentre uno sconvolgente 51.6 %, ovvero una casa su due, è classificato con la lettera G, l’ultima: i dati rivelano inoltre la presenza di un milione e mezzo di edifici che inquinano molto più del normale, poiché non hanno mai subito alcun intervento di manutenzione ed adattamento energetico. Per essere chiari ciò significa che un appartamento medio di ottanta metri quadri a Milano consuma in un anno mediamente 20 metri cubi di combustibile per metro quadro, per un costo medio di 1.550 euro, immettendo nell'atmosfera circa 3.6 tonnellate di CO2, il doppio di un Suv che in città, percorrendo circa diecimila chilometri in 12 mesi, emette al massimo 2 tonnellate di anidride carbonica. L'Agenzia Europea per l'Ambiente ha dichiarato che la Lombardia è l’area più inquinata d'Europa, con un fabbisogno energetico medio nella sola città di Milano pari a circa 202.8 kWh al metro quadrato, ovvero da 1.5 a 3.5 in più rispetto ad altre città come Berlino, Vienna o Parigi ed è proprio da queste rivelazioni che domani si aprirà il convegno 'RespiraMi'presso la Mangiagalli.


Purtroppo consumo energetico e inquinamento sono strettamente connessi e si da il caso che l’allarme polveri sottili unitamente a smog, traffico e riscaldamento a Milano ed in Lombardia, nel periodo tra il 2002 e il 2011, sia andato peggiorando. Lo studio dell' inquinamento ha finalmente preso la strada degli effetti sulla salute dell'uomo e della natura arrivando all'ufficialità: l'inquinamento dell'aria può provocare il cancro, specialmente nei soggetti maggiormente predisposti per debolezza del DNA. Lo afferma la massima autorità oncologica mondiale, lo IARC di Lione, che pone l’inquinamento da polveri nel gruppo 1, cioè cancerogeno per l’uomo. Questo comunicato è stato redatto in seguito ad un rapporto su mille studi effettuato da una squadra di esperti di rilevanza internazionale: i risultati affermano con certezza che l’esposizione all’inquinamento protratto nel tempo aumenta la probabilità di sviluppare un tumore al polmone o alla vescica.
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Strane luci nel Lago Maggiore

Strane luci nel Lago: sono arrivati gli ufo? Una luce inspiegabile emerge dal Lago Maggiore: questo quanto testimoniato da alcuni nostri lettori e documentato con alcune foto Una strana luce e poi all'improvviso un cerchio nel Lago. 


Sono per caso arrivati gli ufo?"

Questa la domanda che si è posta un nostro lettore che la notte tra mercoledì e giovedì si trovava nei pressi del Lago Maggiore sul lungo lago di Arona, per una passeggiata serale, quando all'improvviso ha scorso una

 "strana luce nel lago".



Subito - racconta - mi sono incuriosito e poichè avevo dietro la mia inseparabile macchina fotografica ho provveduto a testimoniare quanto vi ho documentato. Strane luci circolari di diverse dimensioni sono emerse dall'acqua all'improvviso. "



"Non so spiegarmi il fenomeno se non con la spiegazione che cerchi concentrici di questo tipo che emergono all'improvviso siano ricollegabili alle entità superiori delle quali ogni tanto si sente parlare?".


Sono davvero arrivati gli ufo o è frutto di una mal interpretazione di un fascio di luce Questo è quanto ora si chiedono cittadini ed esperti. Certo è che l'entroterra del Lago Maggiore sembra essere (sempre che esistano davvero) ben voluto da queste "strane forme di vita" Non è infatti la prima volta che nella zona si parla di avvistamenti del genere. Solo qualche mese fa una signora ha raccontato di aver visto nei cieli aronesi strane presenze aleggianti.
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