LOMBARDIA, LA REGIONE PIÙ INQUINATA D'EUROPA
Abitare in Lombardia ed in particolar modo a Milano, secondo gli spaventosi dati del rapporto "Riqualificazione energetica a Milano: istruzioni per l'uso" raccolti da Finlombarda ed analizzati da Rete Irene, il network di imprese lombarde specializzate nella riqualificazione energetica, rappresenterebbe un vero e proprio rischio per la salute.

In questa regione infatti solamente un edificio su 100 appartiene alla classe energetica
A o A+, mentre uno sconvolgente 51.6 %, ovvero una casa su due, è classificato con la lettera
G, l’ultima: i dati rivelano inoltre la presenza di un milione e mezzo di edifici che inquinano molto più del normale, poiché non hanno mai subito alcun intervento di manutenzione ed adattamento energetico. Per essere chiari ciò significa che un appartamento medio di ottanta metri quadri a Milano consuma in un anno mediamente 20 metri cubi di combustibile per metro quadro, per un costo medio di 1.550 euro, immettendo nell'atmosfera circa 3.6 tonnellate di
CO2, il doppio di un Suv che in città, percorrendo circa diecimila chilometri in 12 mesi, emette al massimo 2 tonnellate di anidride carbonica.
L'Agenzia Europea per l'Ambiente ha dichiarato che la Lombardia è l’area più inquinata
d'Europa, con un fabbisogno energetico medio nella sola città di Milano pari a circa 202.8 kWh al metro quadrato, ovvero da 1.5 a 3.5 in più rispetto ad altre città come Berlino, Vienna o Parigi ed è proprio da queste rivelazioni che domani si aprirà il convegno
'RespiraMi'presso la Mangiagalli.

Purtroppo consumo energetico e inquinamento sono strettamente connessi e si da il caso che l’allarme polveri sottili unitamente a smog, traffico e riscaldamento a Milano ed in Lombardia, nel periodo tra il 2002 e il 2011, sia andato peggiorando. Lo studio dell'
inquinamento ha finalmente preso la strada degli effetti sulla salute dell'uomo e della natura arrivando all'ufficialità: l'inquinamento dell'aria può provocare il cancro, specialmente nei soggetti maggiormente predisposti per debolezza del DNA.
Lo afferma la massima autorità oncologica mondiale, lo IARC di Lione, che pone l’inquinamento da polveri nel gruppo 1, cioè
cancerogeno per l’uomo. Questo comunicato è stato redatto in seguito ad un rapporto su mille studi effettuato da una squadra di esperti di rilevanza internazionale: i risultati affermano con certezza che l’esposizione all’inquinamento protratto nel tempo aumenta la probabilità di sviluppare un
tumore al polmone o alla vescica.
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